Pranoterapia

 sansebolchiinardi (1)Non avrei mai pensato  diventare pranoterapeuta, di essere nata con queste possibilità.
Il mio progetto professionale era di tipo diverso: volevo occuparmi di handicap mentale e, proprio nel primo anno di lavoro mi sento dire da un collega psicologo:
“Michela, hai le caratteristiche del pranoterapeuta”
Cosa significava? da dove nasceva questa storia? eravamo al tempo dei maghi e delle streghe, no! non ci sto.

Troppo lungo raccontarvi il mio difficile percorso emozionale, ma per fortuna mi sono trovata a parlare con il mio medico curante che mi ha dato l’idea giusta. Il passo successivo è stato formarmi. Ho avuto un grande maestro: il dottor Massimo Inardi, medico con alcune specializzazioni, ma, soprattutto con grande umanità.

Ora mi ritrovo qua ad affiancare le persone in una ricerca di maggior benessere.
Faticosa la mia professione, ma entusiasmante, perché sono a contatto con le persone in un modo del tutto speciale: insieme cerchiamo di sorridere ancora alla vita.

Che cos’e’ la pranoterapia

La pranoterapia è un’antica tecnica che affonda la sua origine nella notte dei tempi. La parola deriva dal sanscrito “prana” che significa “soffio vitale”.

Anticamente il pranoterapeuta era uno sciamano, un guaritore una persona che riusciva a stimolare la “vis medicatrix naturae” cioè la forza, la capacità di autoguarigione di ogni essere umano.

Ora il pranoterapeuta è un professionista che non tocca il corpo del cliente e riesce a trasmettere uno stato di benessere. Certamente è una persona molto lontana dalla figura sacra e magica dell’antichità.

C’è chi non “crede” alla pranoterapia.

In un mondo altamente scientifico, sembrano “strane” e inconcepibili certe cose.

Fino a qualche anno fa era strana e inconcepibile anche la fisica quantistica. Il pranoterapeuta non è un bosone, studiabile e dimostrabile, è semplicemente una persona che può essere utile. Nella mia pratica di ogni giorno non voglio e non devo far nulla di strano, devo semplicemente accogliere la persona e aiutarla a ritrovare il suo stato di benessere.

Sono le persone che avvertono il cambiamento, sono le persone che fisicamente sentono che qualcosa avviene.

Quando mi si dice che la pranoterapia è un placebo, io rispondo che è anche quello. Ognuno di noi quando assume un qualsiasi farmaco, e sa che quel farmaco lo aiuta a ristabilirsi e crede in questo, amplia le possibilità di ritornare ad uno stato di benessere.

Come vedete non parlo mai di guarigione. A me hanno insegnato che si guarisce solo dal raffreddore, altre malattie, altri disturbi possono non dar più fastidio ma ci sono.

Allora perchè si va dal pranoterapeuta? Si va per sentirsi meglio.

Si può andare per qualsiasi problema? Direi proprio di no, comunque accertatevi e soprattutto rivolgetevi a persone serie e non “strane”.

La legge dello Stato che ci riconosce, comunque non può tutelare il cliente: è necessario informarsi bene.

Al cliente può capitare di incontrare chi gli dà false speranze, il pranoterapeuta può essere additato come un imbroglione. Il consiglio che vi posso dare è questo: rivolgetevi a chi conoscete e, se questo non è possibile, chiedete un colloquio, provate, accertatevi.

Io, per preservarmi, per tutelarmi, per proteggermi accolgo solo persone che conosco o persone raccomandate dai miei clienti. Per me è importante questo, perchè, quando una persona si rivolge a me deve sapere chi sono e io devo sapere chi è, in questo modo possiamo collaborare.